mercoledì 28 ottobre 2009

Vento in faccia

Rosso.
Verde.
Prima, seconda, terza, quarta, terza, freno, seconda, folle.
Rosso.
Piede a terra.

Alla mia destra, in un'Y10 bordeaux, una coppia discute animatamente. Mi sembra di guardare un acquario, anche se le loro voci mi arrivano, smorzate.

Verde.
Prima, seconda, terza, quarta.
E voglia di cantare.

Ma allora spiegami perché mi tormentooo, perché non ha più senso quello cheho.
Com'è che ancora adesso rischio l'infarto se vedo un'Y10 bordòoooo

L'aria mi entra in gola e io la ricaccio fuori.
Adoro cantare mentre vado in moto, non ne posso quasi fare a meno. Per allegria, per sfogo, per tenere il ritmo, ma anche per un ingovernabile gioco di specchi: è come se in testa avessi un ribollìo di musica fatto di migliaia di canzoni che un bel giorno mi sono entrate dalle orecchie e non ne sono uscite più. E che rivengono fuori all'improvviso quando trovano qualcosa a loro affine specchiarsi in uno dei cinque sensi.
La Guzzi borbotta regolare. Piego tra i bastioni della vecchia porta del dazio e plano sul pavè dei Navigli.
Terza, seconda, folle e accosto.
Parcheggio di fronte all'inconfondibile insegna verde di Peppuccio, sfilo il casco ed entro.

A.

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